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In diverse Circoscrizioni della nostra Congregazione il punto nevralgico nell’apostolato formativo continua ad essere la mancanza di formatori, e non solo ma anche la loro preparazione per svolgere questo apostolato. Il III Capitolo lo aveva già rilevato chiaramente: «Il Capitolo ha costatato che: è di somma importanza la scelta e la formazione dei formatori» (7 b). Più avanti indica così: «Alle persone giudicate idonee alla missione di formatore, sia data la possibilità di un tirocinio prima di essere immerse nel loro campo specifico; e, quando i responsabili lo stimino opportuno, siano avviati a corsi superiori di psicologia e pedagogia». Questo nella pratica non è successo così. Quaranta anni dopo, nella inchiesta sulle specializzazioni dei singoli religiosi delle Circoscrizioni, fatta prima dell’Intercapitolo in Aparecida, Brasil (15-25 febbraio 2018), i cui risultati abbiamo presentato in assemblea, si constata la scarsità dei formatori con una specializzazione professionale per questo apostolato.

Il III Capitolo generale già metteva come primo punto nel campo della formazione: la scelta delle persone adeguate per questo apostolato: «L’insistenza di tanti fratelli (si riferisce alle inchieste fatte, prima del Capitolo) sulla necessità di identificare e preparare seriamente quanti avranno in seguito il compito di educatori, rivela certamente una carenza qualitativa o numerica del personale che opera in questo campo… Il vero problema è l’identificazione e la formazione di persone disposte e capaci di questo compito. Si tratta di mettere gli uomini giusti al posto giusto in ogni campo. Questo richiede una maggiore conoscenza dei talenti dei singoli» (Commissione “Formazione” p. 13).

Per non inserire nell’apostolato formativo persone senza qualità per questo campo specifico, si consigliava: «È indispensabile un banco di prova prima di essere immerso nel campo della formazione. Tirocinio, per il quale in ogni situazione si preciseranno i tempi e i modi. Per esempio: Affiancare i candidati a formatori che già operano in una casa; inserirli, anche se non a tempo pieno, in gruppi giovanili esterni di impegno cristiano; affidare compiti particolari di animatori all’interno di un gruppo». Buone intenzioni!

E ciò accade pur avendo tutti la convinzione che la formazione non la si può improvvisare, ma che esige una continua preparazione. Senza una solida formazione dei formatori non è possibile un accompagnamento personalizzato dei candidati. Dice Papa Francesco: «Formatori capaci di seguire davvero le persone. Il dialogo deve essere serio, senza paura, sincero. … dobbiamo formare il cuore. Altrimenti formiamo piccoli mostri… Insomma: non dobbiamo formare amministratori, gestori, ma padri, fratelli, compagni di cammino» (“Svegliate il mondo. Colloquio di Papa Francesco con i Superiori Generali”. In La Civiltà Cattolica 3925, 4 gennaio 2014, Anno 165, p. 11).

Perché la formazione sia efficace occorre che essa sia ben fondata su una pedagogia che accompagni personalmente il formando e non si limiti ad una proposta unica per tutti riguardo ai valori (spiritualità, stile, modi…). Perciò ancora una volta è opportuno insistere sulla necessità di fare molta attenzione nella scelta dei confratelli formatori. Costoro avranno come apostolato loro fondamentale quello di trasmettere ai formandi «la bellezza della sequela del Signore ed il valore del carisma in cui essa si compie» (VC 66).

Nuove specializzazioni sono sorte nel campo delle professioni pedagogiche di cui occorre tener conto nell’apostolato formativo. Le strutture destinate alla formazione dei candidati (juniores, novizi, ecc.) hanno bisogno di formatori convinti del fatto che il carisma paolino non è incarnato in un solo modello culturale, ma che esso ha preso il volto di tante altre culture e popoli dove è stato impiantato e radicato. Ciò richiede la capacità e l’umiltà di riconoscere il valore delle altre culture e quindi non imporre un unico sistema culturale. Papa Francesco nella EG (n. 117) avverte di non cadere nella «vanitosa sacralizzazione della propria cultura». Per questo motivo si richiedono formatori ben formati.


Don Salud Paredes, Consigliere generale, è il Presidente del SIF

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