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Papa Leone XIV: un appello alla comunicazione di pace

Papa Leone XIV: un appello alla comunicazione di pace
14 May

Papa Leone XIV: un appello alla comunicazione di pace

Il 12 maggio 2025, alle 11:00, nell'Aula Paolo VI in Vaticano, Papa Leone XIV ha incontrato i rappresentanti dei media provenienti da tutto il mondo, giunti a Roma in occasione del Conclave. Come da tradizione inaugurata dagli ultimi Pontefici, la prima udienza del nuovo pontificato è stata dedicata proprio agli operatori della comunicazione che hanno garantito la copertura mediatica degli eventi legati al Conclave. Un momento di grande intensità, caratterizzato dalla semplicità e profondità del discorso del nuovo Papa, che ha saputo toccare il cuore dei presenti.

Dopo una breve saluto e una simpatica battuta nella sua lingua madre, l'inglese, il Papa ha proseguito il suo intervento in italiano, concludendo poi con la benedizione in latino. Fin dalle prime parole, Papa Leone XIV ha mostrato uno stile comunicativo diretto, accogliente e profondamente umano. Il suo discorso ha ottenuto ripetuti applausi, segno di una sincera approvazione da parte dell’assemblea.

Il Papa ha esordito citando il Vangelo di Matteo: «Beati gli operatori di pace» (Mt 5,9), sottolineando come questa Beatitudine interpelli in modo particolare i comunicatori, chiamati a promuovere una comunicazione che non cerchi il consenso a tutti i costi né adotti un linguaggio aggressivo. Ha insistito sulla necessità di rifiutare la "guerra delle parole e delle immagini", invitando a un giornalismo che unisca, invece di dividere.

Particolarmente toccante è stato il passaggio in cui Papa Leone XIV ha espresso solidarietà verso i giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità. Con forza, ha affermato: «La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale», chiedendo la loro liberazione. Questo appello alla libertà di espressione ha risuonato con particolare forza, ricordando a tutti il valore della dignità umana e del diritto all’informazione.

Il Papa ha poi invitato i media a uscire dalla “torre di Babele” della comunicazione contemporanea, segnata spesso da linguaggi aggressivi e frammentati. Ha chiesto di promuovere una "comunicazione disarmata", capace di favorire il dialogo, di ascoltare i deboli e di disarmare la Terra con parole di pace.

L'intervento di Papa Leone XIV, Robert Francis Prevost, richiama alla memoria una sua precedente riflessione pronunciata l'11 ottobre 2012, quando intervenne come Priore Generale degli Agostiniani al Sinodo sull’evangelizzazione. In quell’occasione, Padre Prevost aveva posto l’attenzione sul rischio che i media occidentali promuovano una solidarietà pubblica verso credenze e pratiche contrarie al Vangelo.

Quando la Chiesa esprime posizioni contrarie, spesso viene accusata di ideologismo o di insensibilità verso i bisogni contemporanei. Secondo Prevost, questa dinamica crea un paradosso: la difesa della verità cristiana appare come ideologica e crudele, mentre la narrazione mediatica, che supporta stili di vita contrari all’etica evangelica, è presentata come umana e compassionevole.

Padre Prevost, oggi Papa Leone XIV, aveva sottolineato come i media, con abilità e ingegnosità, abbiano radicato nell'opinione pubblica la convinzione che il messaggio cristiano sia emotivamente crudele, in contrasto con l’umanesimo attribuito alle visioni antievangeliche.

L'incontro con Papa Leone XIV si colloca in un momento significativo per noi Paolini e Paoline, che in Italia ci prepariamo ad animare la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, attraverso la Settimana della Comunicazione e il Festival della Comunicazione (www.settimanadellacomunicazione.it). Il messaggio del Papa ci sprona a ripensare il nostro ruolo di comunicatori del Vangelo in un contesto sociale in cui la comunicazione rischia spesso di diventare conflittuale o autoreferenziale.

Proprio come i Padri della Chiesa, - citati da Robert Prevost sempre nel suo intervento al Sinodo del 2012- che seppero rispondere ai dibattiti culturali del loro tempo con un’eloquenza incisiva e profetica, oggi siamo chiamati a sviluppare una comunicazione evangelica che non ceda alle logiche del consenso mediatico, ma che proponga con coraggio e chiarezza la verità del Vangelo. Papa Leone XIV ci ricorda oggi che la comunicazione cristiana deve saper parlare al cuore delle persone, senza cedere alla spettacolarizzazione o all’approccio competitivo.

L’impressione generale che Papa Leone XIV ha lasciato è quella di un uomo che unisce serietà ed eleganza a una disponibilità sincera e calorosa. La sua figura ispira fiducia e la sua esperienza internazionale, unita alla conoscenza di diverse lingue e alla capacità di governo, lo rendono particolarmente adatto a guidare la Chiesa in un mondo complesso e in continuo cambiamento.

L'incontro del 12 maggio 2025 ha rappresentato non solo un momento di vicinanza tra il Papa e i comunicatori, ma anche un forte invito a riflettere sulla nostra responsabilità come operatori dell’informazione e della comunicazione, chiamati a promuovere la verità e la pace.

Per noi Paolini, questo incontro è un nuovo incoraggiamento a vivere il nostro carisma con fedeltà e creatività, ricordando che la comunicazione è missione: portare al mondo la Parola che salva, con uno stile di fraternità e di speranza. Come affermava il Beato Giacomo Alberione: "La parola è il grande mezzo di comunicazione tra Dio e l’uomo, e tra gli uomini". Oggi, più che mai, questo richiamo ci sprona a un uso consapevole e responsabile dei media, orientato a costruire ponti e non a scavare fossati.

 

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Society of St Paul | Società San Paolo

I Paolini - Siamo sacerdoti e laici consacrati che insieme formano la Società San Paolo, Congregazione che don Giacomo Alberione (1884-1971) ha fondato 100 anni fa ad Alba (Piemonte, Italia), il 20 agosto 1914.

Successivamente egli fondò altre quattro Congregazioni: le Figlie di San Paolo, le Pie Discepole del Divin Maestro, le Suore di Gesù Buon Pastore, le Suore Apostoline, quattro Istituti: Gesù Sacerdote, Maria SS. Annunziata, San Gabriele Arcangelo, Santa Famiglia e l'Associazione Cooperatori Paolini. Insieme costituiscono una grande famiglia religiosa: la Famiglia Paolina.

La comune missione è quella di «vivere e dare Gesù Maestro, Via Verità e Vita agli uomini d'oggi», raggiungendo il maggior numero possibile di persone attraverso ogni forma moderna di comunicazione. A questo scopo, don Alberione additò come modello e padre san Paolo, l'apostolo dell'universalismo cristiano, e indicò in Maria, Regina degli Apostoli, colei che per prima diede al mondo Gesù, il divino Maestro per tutti gli uomini di ogni tempo.

La missione - Nostra specifica missione è dunque l'annuncio e la diffusione della parola di Dio e il magistero della Chiesa con la sensibilità e l'apertura di san Paolo, il quale ci spinge ad avere come oggetto dei nostri pensieri e del nostro agire «tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro,... e ciò che merita lode» (Fil 4,8-9).

Per adempiere a questo compito, don Alberione si affidò all'inizio del '900 alla stampa, e, successivamente, a tutti i mezzi che la comunicazione sociale andava esprimendo: cinema, radio, televisione , audiovisivi. Oggi i "Paolini", suoi continuatori, si volgono con la stessa audacia, e non senza trepidazione, alla comunicazione digitale che va generando una nuova cultura e antropologia.

Siamo presenti in 38 nazioni con comunità e attività. In collaborazione con le Chiese locali vogliamo dare una risposta ai bisogni spirituali degli uomini del nostro tempo e di ogni territorio, promuovendone la dignità e la vocazione ad una vita piena, in linea con l'indicazione del nostro Fondatore: «fare a tutti la carità della verità». Con le risorse ed i mezzi che la Provvidenza ci affida ci impegniamo a liberare l'uomo da una nuova e antica povertà: l'ignoranza o il rifiuto della Buona Notizia di Gesù Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini.