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La mestizia di novembre c’invita a pensare e suffragare i morti. Il cielo è nuvoloso, gli alberi spogliati e la terra ricoperta delle loro foglie. Freddo e melanconico, il vento soffia attraverso queste rovine. Niente sorride; tutto sembra piangere. La Chiesa sceglie questo momento per farci ricordare e pregare per i nostri defunti. Essa infatti fin dal principio pregò per i suoi figli trapassati: cantava salmi, recitava preghiere, offriva la Santa Messa per riposo delle loro anime ma anche per impegnare i fedeli viventi a compiere con la maggiore cura e fervore il grande dovere della preghiera per i morti, ordinato dalla cristiana carità.

Anche il nostro Fondatore Beato Giacomo Alberione ci invita a non dimenticarci di loro, specialmente delle anime del Purgatorio. Oltre alla Coroncina alle anime del Purgatorio che lui stesso ha voluto inserire tra le devozioni settimanali della Famiglia Paolina, don Alberione ha scritto un libro espressamente dedicato a questo tema. Esso si intitola “Per i nostri cari defunti”, considerazioni e pratiche per il mese dei defunti. In esso il Fondatore ci invita: “L’amicizia, la giustizia, l’interesse ci obbligano dunque a pregare per le anime del Purgatorio. Diamo loro largamente; grandi sono i loro bisogni, e noi siamo tanto potenti per suffragarle, mentre esse sono incapaci di farlo. Noi abbiamo dei tesori fra le mani, e basta aprire queste per effondere quelli. Oh, sì, preghiamo molto per le anime del Purgatorio! Ogni preghiera, soprattutto se è arricchita d’indulgenze, ogni buona opera fatta per esse diminuisce l’intensità dei loro dolori, abbrevia la durata delle loro pene, anticipando la loro liberazione”.

«Tutto ciò che si offre a Dio per carità ai morti, si cambia in merito per noi, e dopo morte ne ritroviamo il centuplo», dice S. Ambrogio nel suo libro degli Offici. Si può dire che il sentimento della Chiesa, dei suoi Dottori e dei suoi Santi, può esprimersi con questa sola frase: Quanto fate per i morti lo fate nel modo più eccellente per voi stessi. La ragione ne è che questa opera di misericordia vi sarà resa al centuplo, nel giorno in cui voi stessi sarete nel bisogno.

Il Santo Curato d’Ars diceva ad un Ecclesiastico che lo consultava: «Oh, se si sapesse quanto grande è il potere delle buone anime del Purgatorio sul Cuore di Dio! e se bene si conoscessero tutte le grazie che per loro intercessione possiamo ottenere, non sarebbero tanto dimenticate! Bisogna per esse pregar molto, onde esse molto preghino per noi!».

La beneficenza verso i defunti è contraccambiata e ricompensata da ogni sorta di grazie, la cui sorgente è la riconoscenza delle anime e quella di Gesù Cristo, che considera come fatto a se stesso il bene che si fa alle anime. Sembra dunque importante e “salutare” non dimenticare che la carità ai defunti è utile anche ai vivi.

 

* Tomasz Lubas è l'Economo generale della Società San Paolo.