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Uno sguardo retrospettivo essenziale  sul cammino della Congregazione

Il periodo Costituente (dal 1914 al 1957)

Fin dagli inizi Don Giacomo Alberione è il padre che nutre la Società San Paolo e la nascente Famiglia Paolina sul piano materiale e su quello spirituale. Svolge il suo magistero con la parola e con l’esempio e sviluppa il carisma paolino con la collaborazione concreta dei figli e delle figlie che entrano “in casa”. Le opere paoline nascono sempre da Betlemme, cioè nella più squallida povertà, ma confidando nell’aiuto divino. La fondazione del 20 agosto 1914 è effettuata quando Don Alberione non solo è senza soldi, ma ha un debito di 70 lire.

Tutti fanno di tutto con entusiasmo e il Fondatore edifica la “mirabile Famiglia Paolina” trasmettendole l’incredibile novità di un apostolato inaspettato dalla Chiesa, servendosi, per il momento, della buona stampa, intesa come predicazione della Parola di Dio e annuncio che trasmette la salvezza alle anime.

Gli sono accanto il Can. Francesco Chiesa, suo professore e direttore spirituale, e il primo sacerdote paolino, Don Timoteo Giaccardo. Sulla prima rivista fondata in Alba nel 1918, l’Unione Cooperatori Buona Stampa, essi presentano una formulazione teorica, oltre che una realizzazione pratica, dell’apostolato paolino.

Don Alberione di notte prega e di giorno passa nelle diverse comunità e detta la meditazione o fa lezioni di ogni tipo e livello. Ai chierici insegna filosofia e teologia. Nella prima generazione sia maschile che femminile emergono una creatività e un dinamismo straordinari. Se le case diventano strette si trasloca. Si dà spazio a macchine tipografiche sempre più funzionali: la prima linotype è salutata come una cattedra di evangelizzazione; si va a Berlino in aereo per ordinare la prima rotativa, perché non c’è tempo da perdere.

Lo stesso spirito accompagna l’inizio delle fondazioni. La prima, nel 1926, ha come obiettivo Roma, accanto al Papa, alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, a mezza strada tra la tomba e il luogo del martirio dell’Apostolo. Il vero contagio fondazionale esplode all’inizio degli anni ’30, quando i primi missionari partono per l’America Latina: Brasile e Argentina. Seguono le fondazioni in Estremo Oriente: Giappone, Cina, Filippine. Altri confratelli raggiungono Francia, Spagna, Germania, Svizzera.

La Famiglia Paolina diventa centro di produzione a ciclo completo: dagli autori ai produttori e ai propagandisti, tra i quali emergono per dinamismo e laboriosità le Figlie di San Paolo.

Nel 1938 il carisma si arricchisce di altri mezzi di comunicazione sociale. Accanto ai libri e ai giornali, si dà spazio al cinema, con la produzione di Abuna Messias che vince il Festival di Venezia e si aggiudica la Coppa Mussolini. Segue un folto gruppo di film prodotti in proprio o ridotti in 16mm con ottimo successo. Negli anni ’50, riparate le rovine della guerra, nasce e si sviluppa non senza fatica l’apostolato radiofonico. L’assistenza divina è assicurata. Il Fondatore non si stanca di ripetere le promesse che il Divino Maestro gli ha rivelato al principio degli anni ’20 in un momento di particolare difficoltà: «Non temete, io sono con voi. Di qui voglio illuminare. Abbiate il dolore dei peccati».

Per quanto concerne l’aspetto canonico, la Congregazione ottiene l’approvazione diocesana il 12 marzo 1927 dal Vescovo di Alba, Mons. Giuseppe Francesco Re, e l’approvazione pontificia definitiva il 27 giugno 1949 da Sua Santità Pio XII.