CTIA

Il CTIA (Comitato Tecnico Internazionale per l’Apostolato) viene costituito - il 14 novembre 1988 - per assistere e cooperare con il Governo Generale per coordinare effica­ce­men­te l’apostolato a livello nazionale e internazionale, con particolare attenzione ai pro­get­ti orientati alla multimedialità; presentare o valutare progetti apostolici che abbiano rilevanza plurina­zio­­nale; collaborare con il Governo Generale nella formazione dei responsabili dell’apostolato, studiando e suggerendo le forme, tempi e luoghi più opportuni nelle diverse situazioni storico-ambientali. 

 

MEMBRI DEL CTIA
Comitato Tecnico Internazionale per l'Apostolato
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     STATUTO: ITA - ESP - ENG    
   
 Don Pottayil
   
     DON JOSE POTTAYIL
Consigliere generale
   
         
   
FR. DARLEI ZANON
Consigliere generale
  DON ANTONIO IRAILDO
Provincia Brasile
  DON DANIEL ŁUKA
Regione Polonia-Ucraina
         
   
FR. TAKAHITO OKUDA
Provincia Giappone
  DON FRANCISCO THAZHATHEL
Provincia India-Nigeria-Gran Bretagna-Irlanda
  DON MARTIN SEPULVEDA
Provincia Colombia-Ecuador-Panama
         
       
    DON GIUSTO TRUGLIA
Provincia Italia
   

Los integrantes del Comité Ejecutivo de la Federación Biblica Católica (FEBIC) nos hemos reunido en la Casa Generalizia de la Sociedad de San Pablo del 9 al 11 de noviembre.

Entre las temáticas tratadas, después del Informe del Secretario General, p. Jan J. Stefanow, estuvieron los relacionados a la celebración de los 50 años de la Federación y la proclamación del Año de la Biblia (#BIBLIA2020). Con gusto hemos visto como ya se están dando pasos en esa dirección: las Conferencias Episcopales de Inglaterra y Gales así lo anunciaron (ver nota). Justamente en ese sentido, hemos recibido al p. Jose Pottayil y al Hno. Darlei Zanon, de los Paulinos, para intercambiar propuestas que se están elaborando a nivel global.

Como es habitual, hemos expresado (está vez vía on-líne) nuestros pareceres y propuestas al Presidente de la Federación cardenal Luis Antonio Tagle, arzobispo de Manila (Filipinas). Además de animarnos en la tarea que llevamos adelante conjuntamente, hemos repasado la situación en la que nos encontramos en este momento, y que fue tema de la carta que enviara oportunamente, a todos los miembros, en Setiembre de este año. (Leer carta en www.dropbox.com/s/dajudjn8u3gloq9/2018_Letter_finances-ES.pdf)

Cada día hemos compartido la Palabra y la Eucaristía, en donde hemos colocado las Intenciones, Proyectos e Iniciativas que cada institución llevamos adelante. Con la Alegría de sabernos parte de esta Familia, les agradecemos a cada uno su servicio y permanente preocupación para que la Palabra corra, se propague rápidamente y sea acogida con honor (cf 2Ts 3,1).

Si è chiusa domenica scorsa, 14 ottobre 2018, la “Frankfurt Buchmesse”, la Fiera del libro più importante e significativa al mondo, che ogni anno riceve oltre 7.300 espositori da circa 100 nazioni. Ufficialmente cominciata il 10 ottobre, per i Paolini di tutto il mondo presenti a Francoforte in realtà è iniziata il giorno prima, martedì 9 ottobre, con un incontro plenario. In questa occasione i circa 30 Editori paolini e laici nostri collaboratori hanno condiviso le loro aspettative riguardo alla Fiera e riflettuto insieme sul documento Linee editoriali, appena approvato dal Governo generale. Anche i tre incontri linguistico-continentali, tenuti con la presenza dei fratelli provenienti dalle Circoscrizioni aderenti a GEC, CIDEP e CAP-ESW, ha messo a fuoco il medesimo tema. L’intenzione di fondo è stata quella di motivare i confratelli per trovare insieme nuove vie per rinnovare il nostro apostolato editoriale, partendo dalle idee e indicazioni offerte proprio dalle Linee editoriali.

La giornata di giovedì 11 ottobre è stata dedicata all’apostolato biblico, con la partecipazione del Coordinatore Internazionale del Centro Biblico San Paolo, don Giacomo Perego, e dal Direttore della SOBICAIN, don Abramo Parmeggiani. Momento molto significativo per cominciare a costruire insieme un progetto internazionale in questo decisivo campo della nostra missione.

La Fiera di Francoforte è stata anche l’occasione per riflettere insieme sulla nuova dimensione che essa va via via assumendo in questo momento storico di “iperconessione” e “onnipresenza comunicativa”. Essere a Francoforte è una opportunità importante per valorizzare “la cultura dell’incontro”, aggiungendo la dimensione “presenziale” a quella dei contatti digitali e virtuali, che precedono la Fiera.

La presenza della Società San Paolo a tale evento internazionale è molto importante, ma con la consapevolezza che tale occasione non è più solo una sede privilegiata per concludere “affari”. Vogliamo sempre più valorizzare la Fiera, invece, come momento di vero incontro e formazione per tutti gli Editori paolini, e in particolar modo per quelli che appartengono alle nuove generazioni. I momenti formativi, insieme all’ambiente fraterno che si è creato nei diversi momenti comuni, saranno probabilmente il marchio delle prossime Fiere, che speriamo siano sempre più partecipate da parte delle nostre Circoscrizioni. 

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Il 5 giugno 2018 il Governo generale ha approvato il documento Linee editoriali. Identità, contenuti e interlocutori dell’apostolato paolino, attuando così la Linea operativa 1.1.2 del X Capitolo generale.

Dall’impulso che viene dal motto del Capitolo «Tutto faccio per il Vangelo» (1Cor 9,23), infatti, si è sentita l’esigenza da parte dei Capitolari di «rinnovare creativamente il nostro slancio missionario a servizio della Parola». In questa prospettiva è sorta la richiesta di aggiornare il documento Linee editoriali, contenuti, destinatari dell’apostolato paolino, che risaliva ormai al 2005, affidando poi ai singoli Governi circoscrizionali di applicarle nel proprio contesto pastorale.

Per portare avanti questo processo il Governo generale, attraverso il CTIA, ha organizzato nell’ottobre del 2017 il 2º Seminario Internazionale degli Editori Paolini (2º SIEP). Qui 60 Paolini di tutto il mondo e alcuni rappresentanti della Famiglia paolina hanno riflettuto insieme sui nuovi contesti e paradigmi della comunicazione. La condivisione delle loro opinioni ed esperienze sull’impatto dei rilevanti cambi nel mondo editoriale, specialmente con l’avvento del linguaggio digitale, hanno portato a una ridefinizione del profilo e delle priorità dell’Editore paolino.

I risultati del 2º SIEP sono stati, quindi, elaborati dal CTIA in una prima bozza del presente documento, che è stata studiata e discussa dai Superiori maggiori durante l’Assemblea Intercapitolare, tenuta ad Aparecida nello scorso mese di febbraio. Raccolti tutti i loro suggerimenti, una nuova versione è stata prodotta dal CTIA e, al termine di questo processo, approvata dal Governo generale lo scorso 5 giugno.

Auguriamo a tutti una buona lettura e un buon approfondimento di questo documento. Che esso possa essere veramente una luce per “protenderci in avanti” nel nostro sempre più attuale e urgente apostolato della comunicazione.

 

 

Ha riscosso molto interesse il convegno intitolato “La comunità digitale”, organizzato dalla Curia generalizia dei Paolini e svoltosi lo scorso 5 ottobre a Roma presso la “Sala Don Giacomo Alberione” di Via Alessandro Severo. Un centinaio i presenti – membri della Famiglia Paolina, giornalisti interessati al tema, amici – e oltre 1500 gli accessi alla diretta in streaming sul profilo ufficiale Facebook, dove si possono trovare tutti i video delle conferenze. Una giornata intera dedicata ad affrontare un tema emergente nel campo della comunicazione e che può aprire nuovi orizzonti, senza tralasciare i vecchi, nel campo del nostro apostolato.

Il professor Massimo Di Felice, docente di comunicazione nella “Escola de Comunicações e Artes” dell’Università di São Paulo (Brasile), ha spiegato che la comunicazione in rete, che crea ormai infinte “comunità digitali” (si pensi solo alla rete di amicizie di ciascuno su facebook, twitter, instagram, etc.), non è tanto una questione tecnica o tecnologica, ma piuttosto antropologica, sociologica e ambientale. L’essere ormai tutti connessi, infatti, cambia radicalmente la nostra condizione abitativa del pianeta. Infatti, la “digitalizzazione del mondo” (cioè il fatto che non solo persone ma anche cose e territori, attraverso sensori collegati al web, siano in rete) e il fatto che qualsiasi comunità possa essere “atopica” (cioè senza necessariamente un luogo fisico di incontro, o sommando questo alla connessione in rete), crea una sorta di “koinonia”, cioè di comunione, che può aprire spazi di interazione positiva a tutti i livelli, non ultimo quello della diffusione e della condivisione del messaggio salvifico di Cristo. Una prospettiva che, tuttavia, come ha sottolineato il vaticanista Raffaele Luise, insieme agli orizzonti positivi che apre merita tuttavia anche di essere sottoposta ad analisi critica, in quanto la vera comunione va oltre una semplice “connessione” e sfocia nel dono di sé di ciascun membro della comunità. Un discorso a parte, secondo il giornalista, è il dubbio che la connettività tra persone è permessa da gigantesche multinazionali (Google, Amazon, Facebook, Apple, etc.), che arrivano così a dominare il mercato grazie ai “big data”.

Interessante anche l’intervento del professor Stéphane Hugon, giovane docente di “Sociologia e Design relazionale” alla Sorbona di Parigi, che ha spiegato come – a partire dalla tendenza delle persone a formare comunità online-offline in base ai loro molteplici interessi – le multinazionali, a partire dalle stesse grandi firme della moda, tendono ormai a trasformare il prodotto da “cosa” da vendere in “oggetto relazionale”, capace di creare intorno a loro communities di interesse, vissute come veri e propri spazi di condivisione. Per fare questo (elemento sorprendente e che merita da parte nostra un adeguato approfondimento) esse creano degli spazi, che tendono a sostituire i vecchi “negozi”, e ritualità per presentare i prodotti, che attingono a piene mani dalla liturgia e dall’arte sacra cristiana, spogliandole ovviamente dai loro significati fondamentali teologici e in qualche modo “paganizzandole”.

Ha completato il panel dei relatori Angelo Sturni, giovane consigliere comunale di Roma appartenente al Movimento 5 Stelle, che ha presentato come la connettività 2.0 (quella, cioè, dei social), ha permesso a tale formazione politica di inaugurare la piattaforma “Rousseau”, che rende possibile (aggiungiamo noi, con tutti i dubbi che la teoria della politica e lo stesso diritto costituzionale delle democrazie occidentali pone a questo processo di manifestazione del consenso) ai simpatizzanti di esprimere il loro parere e le loro proposte politiche in rete, senza intermediazioni. In una parola, una forma di “comunità digitale politica”, che apre prospettive tutte da esplorare nel futuro.

Il 14 e 15 maggio scorso i membri del CTIA (Comitato Tecnico Internazionale per l’Apostolato) si sono radunati in Casa generalizia a Roma per valutare e riflettere insieme su alcuni punti fondamentali dell’apostolato paolino. Tra i temi trattati: l’identità e l’operatività degli Organismi internazionali, la continuità dei lavori della commissione per i Centri Paolini di Studio in Comunicazione, il Centro Biblico San Paolo, i criteri per gli sviluppi del multimediale e la situazione particolare di alcune Circoscrizioni. 

Tutta la prima giornata è stata dedicata alla lettura e all’approfondimento delle “Linee editoriali. Identità, contenuti e interlocutori dell’apostolato paolino”. Dopo una lunga riflessione, con suggerimenti e cambi puntuali, il CTIA ha approvato la bozza da presentare al Governo generale per l’approvazione, con la chiara speranza che questo documento faccia da faro per guidare l’apostolato paolino nelle sfide attuali nel mondo della comunicazione, binario sul quale procede spedita la nostra opera apostolica.

Nominato per un triennio, questo è stato anche l’ultimo raduno del presente gruppo. Il Superiore generale, don Valdir José De Castro, nella sua introduzione ai lavori ha ringraziato ognuno per il contributo dato durante questo periodo per cercare nuove vie di aggiornamento a favore della nostra missione. La medesima cosa ha sottolineato don Jose Pottayil, presidente del CTIA, al termine dei lavori, ringraziando in modo particolare le Circoscrizioni che hanno permesso ai loro membri di offrire questo servizio a favore di tutta la Congregazione.

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