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Si è svolto dal 9 al 13 maggio il Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla 32^ edizione, il cui titolo era “Il gioco del Mondo”. Come ormai tradizione, Il Gruppo Editoriale San Paolo e Paoline Editoriale Libri hanno dato vita ad uno stand comune, gestito dalla Diffusione San Paolo, grazie anche all’impegno del personale proveniente da diverse Librerie San Paolo.

Le Edizioni San Paolo hanno per l’occasione organizzato diversi incontri: due laboratori per bambini legati ai volumi “La rivincita delle teste di legno” e “1958 Le storie in tasca”, e la presentazione di “La Chiesa di Francesco”, con l’autore Fabio Michele Ragona in dialogo con mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, e Paolo Liguori, Direttore TgCom24, moderato dal giornalista Alberto Chiara, inoltre l’intervista di Piero Damosso a Salvo Noè, autore di “Prima di giudicare pensa”.

Lo stand offriva una scelta davvero ampia dell’attuale produzione San Paolo, ed è stato molto frequentato da appassionati lettori o semplici curiosi, oltre che “preso d’assalto” dalle scolaresche in visita alla kermesse torinese.

Venerdì 10 maggio, nella Chiesa “Maria Madre della Famiglia”, nel palazzo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Card. Giuseppe Bertello, Presidente del medesimo Governatorato, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica in occasione del 70° anniversario della presenza della Comunità Paolina in Vaticano e preposta al Servizio dei Telefoni. Il formulario eucologico è stato preso dal Proprium della Famiglia Paolina per la Solennità di San Paolo, Apostolo, mentre per le Letture sono state proposte quelle del venerdì della III Settimana di Pasqua del Lezionario Romano. Per felice coincidenza la prima lettura, presa Dagli Atti degli Apostoli (9,1-20), riguardava la narrazione della “conversione” di San Paolo sulla via di Damasco, mentre il brano evangelico: Giovanni 6,52-59, insisteva sulla necessità di “mangiare la carne del Figlio dell’uomo” e di “bere il suo sangue” per avere la Vita!

Prima della celebrazione eucaristica, Fratel Andrea Mellini ssp, Capo Ufficio del Servizio Telefoni Vaticani, ha dato il benvenuto e ha ringraziato tutti i presenti alla celebrazione a cominciare dai Superiori del Governatorato, al Superiore Generale accompagnato dal suo Consiglio e dagli Officiali del Governo Generale, alla Madre Generale delle Suore Pie Discepole del Divino Maestro, suor Michaelea Monetti, i Dirigenti delle varie Direzioni a partire dal Dott. Ing. Luigi Salimbeni, Vice Direttore delle Telecomunicazioni Vaticane, al colonnello Christoph Graf, Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, ai numerosi Confratelli e Consorelle della Famiglia Paolina.

Nella sua Omelia, il Card. Bertello ha inquadrato il nostro Servizio alla Santa Sede nel contesto della peculiare missione ereditata dal beato Giacomo Alberione e ispirata all’Apostolo Paolo: quella di portare il nome del Signore Gesù “dinanzi alle nazioni, ai re, e ai figli di Israele”. Con riferimento al brano evangelico riguardante il “Pane di vita eterna”, il Cardinale ha esortato i Paolini a nutrirsi di questo Pane per poter rimanere in Cristo e adempiere con fedeltà l’ Apostolato a servizio dell’umanità del nostro tempo, della Chiesa e del Successore di Pietro.

Con il Cardinale hanno concelebrato il nostro Superiore Generale, don Valdir José De Castro, il Vescovo Fernando Vérgez Alzaga, L.C., Segretario Generale del Governatorato; Mons. Paolo Borgia, Assessore della Segreteria di Stato, Mons. Rafael García de la Serrana Villalobos, Direttore dei Servizi Tecnici, Mons. Enrico Viganò, Canonico della Basilica Papale di San Pietro. Hanno inoltre concelebrato alcuni nostri Confratelli, il Rev. Don Attilio Riva, F.D.P., Capo Ufficio del Servizio Poste Vaticane e il Superiore dei Frati Minori Conventuali, Penitenzieri della Basilica Papale di San Pietro.

Al termine della Santa Messa il Superiore Generale, nel ringraziare il Cardinale e tutti i Presenti,  per illustrare la “tonalità” specifica della presenza paolina in Vaticano, è ricorso al nostro beato Fondatore: "Sempre chiaro il pensiero di vivere e operare nella Chiesa e per la Chiesa; di inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva, Cristo-Eucaristia; di pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di San Paolo” e ha concluso affermando: “Questa è la nostra identità e il nostro modo di essere in mezzo a voi, per il bene di tutti”.

Un grazie speciale va dato ai novizi Paolini e alle Sorelle Pie Discepole che hanno prestato il servizio liturgico all’Altare e con il Canto. Poco dopo le ore 13 è stato servito il pranzo per i graditi Ospiti presso la Mensa riservata al Personale in servizio nella Santa Sede.

In occasione del 50° anniversario della sua fondazione (16 aprile 1969), la Federazione Biblica Cattolica Mondiale (FeBiC), dal 23 al 26 aprile, ha celebrato il suo Congresso a Roma, con la partecipazione di oltre 200 delegati provenienti da tutto il mondo. 10 i membri della Famiglia Paolina presenti: 4 Paolini (provenienti da Argentina, Congo, Italia e Venezuela), 4 Figlie di San Paolo, 1 Pia Discepola, 1 Cooperatrice. L’assemblea ha visto la partecipazione attiva di 14 vescovi e 3 cardinali. Il card. Tagle, in qualità di Presidente, ha accolto i presenti ricordando la sfida di incarnare la Parola di Dio nella vita, soprattutto in un contesto caratterizzato da tanti segni di povertà, di violenza e di dolore. Lo stesso Papa Francesco, nell’udienza del 26 aprile, riservata ai membri del Congresso, ha ribadito che lo studio non è sufficiente per essere dei buoni servitori della Parola: «Tutti i contributi accademici, i volumi che si pubblicano… sono come legna che, faticosamente raccolta e assemblata, serve a riscaldare. Ma come la legna non produce calore da sé, così nemmeno i migliori studi; serve il fuoco, occorre lo Spirito perché la Bibbia arda nel cuore e diventi vita».

Diversi i relatori che si sono succeduti nell’Aula Magna del Congresso. Uno di questi, il padre eudista Fidel Oňoro, ha suggerito cinque disposizioni che possono accendere il fuoco della Parola perché questa possa scaldare la vita. I presenti le hanno subito accolte come traccia dei passi futuri.

  1. Camminare insieme rispettando la ricchezza della diversità non solo di chi cammina ma anche dell’approccio utilizzato da chi cammina (pensiamo anche solo all’importanza di tenere unite la passione per lo studio e l’attenzione alla pastorale, senza che l’una screditi l’altra).
  2. Essere più profetici nel nostro servizio alla Chiesa. Come i “profeti dell’esilio”, siamo chiamati a riconfigurare, alla luce della Parola, il nostro modo di essere popolo di Dio.
  3. Essere, prima che annunciatori, discepoli della Parola, vigilando sul rischio di manipolarla. È di Lei che dobbiamo far parlare, non di noi e delle nostre strategie di annuncio.
  4. Lasciare che la Parola sia fonte di discernimento, facendone realmente l’anima delle scelte ecclesiali, pastorali, spirituali. Si tratta, in altre parole, di perseverare nell’animazione biblica dell’intera pastorale, obiettivo più volte ribadito negli ultimi vent’anni.
  5. Curare con più attenzione la formazione. È questa una sfida prioritaria che non può essere trascurata: molte comunità cristiane oggi hanno bisogno di una vera e propria alfabetizzazione biblica. Gli stessi centri di formazione teologica (per chierici e per laici) dovrebbero rivedere, in alcuni casi, il piano di studi, restituendo alla Parola la centralità che le spetta.

Durante lo svolgimento dei lavori, ci siamo più volte ripetuti quanto fossero “paoline” le sfide emerse in Aula. È stato un dono poterle accogliere e discuterne come Famiglia, grazie anche agli stimoli di don Ruben Darìo, paolino e membro del Comitato Esecutivo della FeBiC. Nel venerdì 26 i partecipanti sono stati ricevuti da Papa Francesco, che ha trasmesso questo messaggio: Discorso.

Tra le intenzioni dell’Anno vocazionale (AV) di Famiglia Paolina vi è quella di «un anno per riscoprire, con gioia, il mistero della nostra vocazione paolina e per proporre ai giovani la santità come “il volto più bello della Chiesa”».

A questo proposito, a livello di FP in Italia, proponiamo un itinerario mensile di preghiera costituito da una traccia di adorazione a partire dal tema dell’AV, «Ravviva il dono di Dio» (2Tm 1,6), e ispirata a modelli di santità maschile e femminile particolarmente significativi per la FP, alla luce dell’Esortazione Apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo dal titolo Gaudete et exsultate. L’itinerario (da gennaio a dicembre 2019) è preparato dal Direttivo di Animazione Vocazionale Paolina (DAVP) in Italia. Ogni mese, un Istituto della Famiglia Paolina elabora il sussidio per la preghiera e una scheda sul Santo del mese.

Per sentirci in comunione nel “ravvivare il dono di Dio” che è la nostra vocazione e nell’aiutare altri a scoprire e ravvivare il proprio!


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Nella mattinata del 18 marzo 2019 la comunità di Casa generalizia, in rete con l’UCSI Lazio e il CORECOM Lazio, ha organizzato a Roma un convegno dedicato al Messaggio di Papa Francesco per la 53ª Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, il cui titolo quest’anno suona così: «“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana».

Il saluto iniziale è stato affidato a Michele Petrucci del CORECOM Lazio, Saverio Simonelli, responsabile dei programmi culturali di Tv2000, e al nostro Superiore generale, don Valdir José De Castro. Don Valdir ha ribadito la necessità per tutti gli operatori della Chiesa di contribuire a un uso dei social media in senso “comunionale”. Il professor Giampiero Gamaleri, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università Telematica Internazionale “Uninettuno”, ha messo in guardia da una «falsa “comunitarietà” a cui potrebbero illudere i social media: il farci pensare di essere collegati con molti “amici” e invece l’essere drammaticamente soli». A questo pericolo, pur presente, il giovane scrittore Paolo Di Paolo ha risposto, ricordando che il Messaggio di Francesco indica un antidoto contro l’imbarbarimento dei social, causato dal venir meno del rispetto e dell’amore per la verità e che porta ad attaccare chi la pensa diversamente (soprattutto in campo religioso e politico), atteggiamento favorito dall’assenza fisica dell’interlocutore/“nemico”. Questo antidoto, sperimentato da lui sul campo e spiegato anche con qualche esempio, è “il volto dell’altro”, cioè la capacità di ascolto e dialogo che può nascere in profondità solo nel rapporto vis-à-vis. Così Di Paolo ha suggerito di far “emergere” talvolta i membri delle communities dall’esclusivo contatto social per farli incontrare fisicamente. «Quasi tutte le persone sono simpatiche, quando si riesce a instaurare un dialogo nel reciproco rispetto», ha chiosato. «Se si pensa che la stragrande maggioranza dei social più problematici a livello di offese e attacchi personali (soprattutto facebook) è “abitato” da persone sopra i 40 anni, che esempio si dà alle generazioni future, che nel frattempo sono migrate verso altri social più interattivi, come snapchat e instagram?».

La youtuber Antonella Cecora, manager del canale “Fitness in Casa” da lei fondato, ha sottolineato che «perché un social possa diventare una risorsa, occorre che la community che vi partecipa sia coesa, che usi un linguaggio responsabile e che si ponga obiettivi positivi condivisi». Per questo è importante la figura del “community manager”, chiamato a moderare con sagacia i post e a gestire gli inevitabili momenti di crisi.

La tavola rotonda conclusiva ha visto la partecipazione di fratel Darlei Zanon, Consigliere generale della Società San Paolo, del giornalista Roberto Alborghetti e di Vania De Luca, Presidente nazionale dell’UCSI. Quest’ultima ha menzionato una ad una le parole positive che emergono dal Messaggio e che sono già di loro il manifesto di un uso responsabile dei social: comunità, gratuità, servizio, misericordia, comunione, tutte parole controcorrente ma le uniche che possono garantire un futuro possibile. Ha, poi, ricordato quanto ha detto di recente Papa Francesco ai Gesuiti riuniti a Panama, in occasione della 34ª Giornata mondiale della Gioventù: «La rete produce contatti, ma questi rischiano di essere consolazioni artificiali che non tengono uniti alle proprie radici, che tolgono la dimensione concreta, quotidiana». Di fronte ai rischi di reti sociali che creano solo legami deboli, fratel Darlei ha interpretato il Messaggio come un invito a mettere a fuoco le «comunità intese come reti “solidali” e non soltanto “sociali”, cioè incentrate sull’ascolto e il dialogo, veri assi portanti del magistero di Francesco». Infine Alborghetti, ex giornalista dell’Eco di Bergamo, ha testimoniato la fecondità della sua nuova vocazione professionale, spesa tutta nelle scuole a fare formazione ad alunni, genitori e docenti sull’uso responsabile dei social media.

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